Problem solving: risolvere i problemi con una strategia.

Chi conosce il Test dei Nove Punti, altrimenti detto test di Watzlawick? Può essere un esercizio utile per allenare il problem solving.

Il test consiste in una sfida: riuscire a unire tutti i nove punti disposti come nella figura qui sotto. Ma occorre usare solamente quattro linee e non staccare mai la matita dal foglio!… Fatto?

Il famoso Test dei Nove Punti

Che cos’è il problem solving? Nel 1976 MacCrimmon e Taylor, all’interno di uno studio sui sistemi di pianificazione strategica e dell’elaborazione cognitiva, hanno definito il sorgere di un problema come un gap tra lo stato attuale e quello desiderato. In tal senso il problem solving è un’attività del pensiero che un organismo o un dispositivo di intelligenza artificiale mettono in atto per sanare questo gap. Dunque il problem solving è un processo, il complesso delle tecniche e delle metodologie necessarie a una strategia.

Risolvere i problemi con una strategia

Il primo passo del problem solving è quello di individuare il problema, averne consapevolezza. Il secondo, definire il problema. Successivamente, sarà possibile fare un’analisi approfondita per comprendere le sue origini. Si comporta alla stessa maniera un medico, quando osserva i sintomi di una malattia e tenta di scoprirne le cause. Il medico utilizzerà un metodo sperimentale, insieme alle competenze e all’esperienza accumulata. Infine, produrrà una diagnosi e proporrà una terapia. Egualmente il problem solving necessita la formulazione di varie ipotesi di soluzione. In una sorta di brain storming.

Subito dopo questa fase entra in gioco il potere decisionale. Decision making: quale strada sceglieremo, quale porta apriremo? Le variabili legate al tipo di problema e alla soluzione sono molte. Eppure gli esperti cercano di costruire modelli computazionali e teorie che consentano di fronteggiare, in maniera autonoma oppure in team, problemi di differente genere e entità. Del resto, il problem solving si riferisce all’ambito professionale, così come alle sfide quotidiane. Tali sfide potrebbero essere nuove, impreviste e richiedere delle soluzioni rapide, delle scelte immediate.

Quale porta apriremo?

Anche durante i colloqui di assunzione viene richiesta la capacità di problem solving, all’interno delle cosiddette soft skills. Viene lecito chiedersi se si tratti davvero di una competenza, di una forma di intelligenza emotiva oppure di un’attitudine assimilabile a uno spiccato senso pratico, a un forte spirito di adattamento. Di certo il problem solving appartiene a chi ha maggiore ampiezza di vedute o forse, come dice Giorgio Nardone, i buoni solutori sono coloro che “hanno la tendenza a cercare la soluzione piuttosto che la spiegazione“.

Sviluppare il problem solving è possibile

Sviluppare il problem solving è possibile attraverso l’apprendimento di un metodo di rilevazione dei problemi, definizione e formulazione di un piano d’azione. Un piano d’azione può rispondere alle domande potenti del coaching (le famose 5 W inglesi + 1: When, Where, What, Who, Why e … Way! per quale via, il come). E’ importante sottolineare che, mentre nel problem solving la soluzione del problema è raggiunta tramite una costruzione analitica e consequenziale, spesso risolviamo problemi per insight ossia per intuizione. Con un lampo di genio!

L’insight avviene in un unico passo e compare inaspettatamente nella mente del solutore. Consiste nella comprensione improvvisa e subitanea della strategia utile ad arrivare alla soluzione (proprio come accadde ad Archimede quando intuì la risposta che cercava ed esclamò: “Eureka!). Tuttavia gli studiosi credono che dietro al fenomeno dell’insight ci sia una rielaborazione, seppure inconsapevole, di ricordi, di esperienze già vissute e abilità. Una sorta di dejavu che in realtà nasce da un allenamento, da un apprendimento e soprattutto da atteggiamento calmo e fiducioso.

Una buona pratica di problem solving, che trovo molto divertente e innovativa, si chiama ‘visualizzazione aziendale’. Anch’io propongo una pratica simile durante i miei corsi, ispirandomi a Tom Wujec, noto collaboratore di Autodesk, scrittore e professore presso l’Università di Singularity. In questo video Tom ci parla della visualizzazione aziendale, partendo da un semplice… toast!

Vuoi sviluppare il tuo problem solving? Chiedi info a veronica.talassi@gmail.com

Credit immagini: https://pixabay.com/it/illustrations/punto-interrogativo-importante-segno-1872665/- https://pixabay.com/it/photos/porte-scelte-scegliere-aperto-1767564/ –

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